Essere onesti è come un pugno nello stomaco: fa paura e nel momento in cui arriva (il pugno e l'essere onesti) ti manca il respiro.
Essere onesti è come lo sforzo di tentare di tenere gli occhi aperti a notte inoltrata mentre torni a casa in auto.
Essere onesti è una patacca sul petto da mostrare a comodo.
Essere onesti con sé stessi poi, è ancora più difficile: ci si sente legittimati a mentirsi, a raccontarsi che non è così come la sappiamo, ma è come ce la immaginiamo che sia, fantasie su fantasie per non vedere.
Mi sono mentito molte volte e continuo a farlo e lo faccio sempre perché davvero penso che sia come vorrei che fosse. Chiaramente essere onesti con sé stesi è facile quando la realtà corrisponde a ciò che ci piace, a ciò che vogliamo che sia o che diventi, ma quello non è un pugno, è un raggio di sole tiepido che ci scalda la pelle, è una carezza di guancia su guancia.
Il pugno arriva quando ci diciamo che la verità è diversa da come la intendiamo essere, che ci farebbe comodo mentirci un'altra volta, ma questa volta, no, questa volta dobbiamo agire e scegliere di essere onesti.
E forse la maturità arriva quando si è onesti con sé stessi (e se ne va quando smettiamo di esserlo, probabilmente), quando finalmente, in maniera decisa e netta diciamo che siamo peggio, in tutto, di quello che vorremmo essere e che dentro non siamo lindi e casti come vorremmo apparire, ma siamo marci o quantomeno sporchi e infidi come i nostri peggiori nemici.
E guardarsi allo specchio diventa un atto di autolesionismo.
Essere onesti è come lo sforzo di tentare di tenere gli occhi aperti a notte inoltrata mentre torni a casa in auto.
Essere onesti è una patacca sul petto da mostrare a comodo.
Essere onesti con sé stessi poi, è ancora più difficile: ci si sente legittimati a mentirsi, a raccontarsi che non è così come la sappiamo, ma è come ce la immaginiamo che sia, fantasie su fantasie per non vedere.
Mi sono mentito molte volte e continuo a farlo e lo faccio sempre perché davvero penso che sia come vorrei che fosse. Chiaramente essere onesti con sé stesi è facile quando la realtà corrisponde a ciò che ci piace, a ciò che vogliamo che sia o che diventi, ma quello non è un pugno, è un raggio di sole tiepido che ci scalda la pelle, è una carezza di guancia su guancia.
Il pugno arriva quando ci diciamo che la verità è diversa da come la intendiamo essere, che ci farebbe comodo mentirci un'altra volta, ma questa volta, no, questa volta dobbiamo agire e scegliere di essere onesti.
E forse la maturità arriva quando si è onesti con sé stessi (e se ne va quando smettiamo di esserlo, probabilmente), quando finalmente, in maniera decisa e netta diciamo che siamo peggio, in tutto, di quello che vorremmo essere e che dentro non siamo lindi e casti come vorremmo apparire, ma siamo marci o quantomeno sporchi e infidi come i nostri peggiori nemici.
E guardarsi allo specchio diventa un atto di autolesionismo.
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