Non per parlare della definizione di bicchiere mezzo vuoto, no, solo per viverlo insieme per un frangente, per un infinitesimale tratto di vita passato insieme a rammentarlo.
Il bicchiere è mezzo vuoto quando ti soffermi a guardare il nulla, fissando l'intonaco sul muro davanti a te.
Il bicchiere è mezzo vuoto quando prima di assopirti l'ansia ti pervade.
E' mezzo vuoto quando guardi il sole e pensi che tramonterà presto,
è mezzo vuoto quando ricevi un abbraccio e percepisci distintamente l'attimo in cui i due corpi si separano, il freddo, il disperdersi del fremito.
Sono tante le vie per arrivare a percepirlo, il vuoto, quel mezzo vuoto che si trasforma interamente nel tuo vuoto: quell'involucro di plastica trasparente che ti avvolge il cuore, la bocca, gli occhi.
Quel mutismo emozionale che si lascia andare a fin troppo generosi cali di energia, che lascia posto all'intorpidimento dapprima solo fisico e poi anche mentale, appiattendoti al ruolo di cuscino sul divano di casa tua.
E sentire i tuoi soloni (ognuno incrocia i suoi nella propria vita) dei quali anche tu ne eri parte, dirti che cambierà. Che non sarà per sempre. Che ti devi tirare su, perché il bicchiere è mezzo pieno e dipende solo da che parte lo guardi.
Ma tu come glielo spieghi a quel solone che il problema non è se il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto, ma che non ci sarà nessuna brocca che provvederà a riempirlo e che quel mezzo pieno di cui si riempie la bocca ti dovrà bastare per tutta la vita?
Il bicchiere è mezzo vuoto quando ti soffermi a guardare il nulla, fissando l'intonaco sul muro davanti a te.
Il bicchiere è mezzo vuoto quando prima di assopirti l'ansia ti pervade.
E' mezzo vuoto quando guardi il sole e pensi che tramonterà presto,
è mezzo vuoto quando ricevi un abbraccio e percepisci distintamente l'attimo in cui i due corpi si separano, il freddo, il disperdersi del fremito.
Sono tante le vie per arrivare a percepirlo, il vuoto, quel mezzo vuoto che si trasforma interamente nel tuo vuoto: quell'involucro di plastica trasparente che ti avvolge il cuore, la bocca, gli occhi.
Quel mutismo emozionale che si lascia andare a fin troppo generosi cali di energia, che lascia posto all'intorpidimento dapprima solo fisico e poi anche mentale, appiattendoti al ruolo di cuscino sul divano di casa tua.
E sentire i tuoi soloni (ognuno incrocia i suoi nella propria vita) dei quali anche tu ne eri parte, dirti che cambierà. Che non sarà per sempre. Che ti devi tirare su, perché il bicchiere è mezzo pieno e dipende solo da che parte lo guardi.
Ma tu come glielo spieghi a quel solone che il problema non è se il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto, ma che non ci sarà nessuna brocca che provvederà a riempirlo e che quel mezzo pieno di cui si riempie la bocca ti dovrà bastare per tutta la vita?
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